Pagina:Poesie greche.djvu/31

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Espero, recator di quanto aurora
     Disperse, apporti il vin, la capra apporti,
     Ma figlie a madri tu rapisci ancora.




Alzate il talamo,1
                    (Imeneo)
O fabbri; avanzasi,
                    (Imeneo)
Qual Marte, il giovane
                    (Imeneo)
Fra i grandi massimo.
                    (Imeneo)




Senza virtù ricchezza
     Non è vicin sicuro.




Ho figlia amabile
     A fiori d’oro
     Per beltà simile,
     Cleide, che adoro,
     Ed io con lei
     Tutta la Lidia
     Non cangerei.



  1. Per nozze: Catullo imitò questo luogo: Vesper adest.