Pagina:Politici e moralisti del Seicento, 1930 – BEIC 1898115.djvu/268

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262 virgilio malvezzi


X

Riposo, ma non quiete per l’uomo.

È al certo un grande inganno il credere di poter quietare e vivere. Non è vero che il riposo sia premio: egli è sempre pena, piú sopportabile a chi ha piú operato. Non si dá quiete nel mondo: s’incammina alla pazzia chi va per ritrovarla, e vi è giá arrivato chi si dá a credere d’averla ritrovata. Può bene un uomo riposare, ma non giá quietare, anzi è talvolta piú inquieto, quando è piú riposato (P., 36).

XI

La reputazione e l’azione.

L’opinione grande è nemica di chi non ha merito, di chi non l’ha eguale, e anche di chi l’eguaglia. Solo a colui è favorevole, che ha talento maggiore della grande opinione. God’egli della presente che ha, e anche di quella che non ha. che spera di conseguire. E perché la felicitá umana non consiste in ottenere le maggiori cose ma nelle maggiori speranze di ottenerle, perché l’atto continuato in poco tempo forma l’abito, dal quale nasce la sazietá o la insensibilitá, sará egli piú felice che non è quegli che ha eguale l’opinione e il merito. È gran disgrazia l’esser uomo di vaglia e mancare d’opinione; è nondimeno molto maggiore averla e non lo essere. Gli turba il gusto presente la tema del futuro. Non può sopra il falso fondare il diletto se non s‘inganna. Aspetta vergogna dal disinganno, ancorché si ritrovi senza colpa d’aver ingannato; sarebbe nondimeno in qualche parte felice, se quell’errore, che non può perpetuarsi negli altri, potesse esso contraere, perché la cognizione di se stesso, sovrana virtú nell’uomo, è il carnefice che piú lo tormenta. Finalmente, la grande opinione è il maggior aiuto che possa avere un uomo che non voglia operare, e il maggior danno per chi si cimenta o riesce conforme ad essa, e non acqui-