Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/175

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
172 il morgante maggiore.

149 E pianse molto, e confortò Gherardo,
     E dètte questo vanto ad Aldinghieri,
     Che se viveva il giovane gagliardo,
     Non fu mai al mondo miglior cavalieri:
     Non so se questo vanto fu bugiardo,
     Perchè e’ si dice di Risa Riccieri:
     Dunque Aldinghier piangevano i Cristiani
     Per le sue gran virtù, così i Pagani.

150 Carlo di questo caso assai si duole;
     Non vi rimase un sol non lacrimassi:
     Il vecchio padre diceva parole
     Da far pianger le fiere, i monti e’ sassi,
     E per pietà fermar la luna e ’l sole:
     Non è sì duro cor non si schiantassi;
     Tanto commiserevol cosa e scura
     Era a vederlo in questa sua sciagura.

151 E sepellito fu con tanto onore
     Che tanto mai non ebbe Ettor Troiano;24
     Poi nel palazzo il magno imperadore
     Calavrion menò sempre per mano:
     E volle Carlo Man, ch’un tal signore
     Andassi da man destra; ma il Pagano
     Non volle in modo alcun accettar questo,
     Ch’era gentile, costumato ed onesto.

152 Posti a sedere, Orlando comincioe
     Innanzi a tutti una bella orazione,
     E tanto ben le parole acconcioe,
     Che fece amico suo Calavrione.
     Ed ogni suo proposito mutoe,
     Come fa il savio, udendo la ragione;
     E d’ogni cosa lo facea capace,
     Ed abbracciârsi, e fu fatta la pace.

153 Non bisogna che venga quel d’Arpina,25
     Quintiliano, Demostene, o nessuno,
     Per insegnare a Orlando dottrina;
     E contro a Ganellon si volse ognuno:
     Calavrion sua gente saracina
     Offerse, e molto giuravan ciascuno
     Di fare aspra vendetta d’Aldinghieri,
     E che si debba a campo ire a PortieriFonte/commento: Pagina:Pulci - Morgante maggiore II.pdf/458.