Pagina:Rivista di Scienza - Vol. II.djvu/197

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

analisi critiche e rassegne 189

Nel secondo volume manca una critica analoga che metta nella debita luce l’influenza esercitata dalla sistemazione scientifica newtoniana sulla Gnoseologia di Kant.

Ma soprattutto non troviamo una critica adeguata delle idee di Cartesio e di Newton, e delle conseguenze portate dal meccanicismo nell’indirizzo della Fisica. Così la scoperta della conservazione dell’energia viene presentata quasi come un fatto isolato, piuttostochè come il risultato di un progresso non interrotto che, movendo appunto da Cartesio e da Leibniz, si prosegue nei varii tentativi di una spiegazione cinetica della materia, del calore ecc.

Il concetto particolaristico della Filosofia, nei riguardi della scienza, risalta a nostro avviso più spiccatamente nella storia del secolo decimonono. In questo secolo, come è noto, si è operato un distacco sistematico tra filosofi e scienziati; tuttavia di fronte alla corrente prevalentemente letteraria, che la tradizione considera come classica, si è mantenuta una catena di pensatori che da diversi campi scientifici si sollevano alla speculazione e alla critica filosofica. Questi meritavano di essere presi in maggiore considerazione, accanto ai rappresentanti, diremo così ufficiali, del positivismo, coi quali sono in una certa comunione di spirito, se anche talvolta non ne dividano appieno le idee.

Tanto più che il ricongiungimento, ormai in via d’attuazione, tra Scienza e Filosofia, avrà come conseguenza di dare a codesti uomini una maggiore influenza sullo sviluppo del pensiero avvenire.

Perchè le vedute di Kant sullo spazio, meriterebbero maggiore attenzione che quelle di Gauss o di Riemann, il più grande filosofo della Geometria?

Perchè una storia che registra la teoria delle monadi fra le speculazioni di Leibniz, non ci dirà nulla della moderna concezione atomica nella Chimica?

E perchè accanto al fisico Ampère, di cui sono opportunamente ricordate le opinione gnoseologiche, non troveranno posto fra i filosofi del secolo decimonono Hermann Helmholtz, Du Bois Reymond e Claude Bernard? Il primo non foss’altro per la tendenza di reazione che esprime contro il dominante specialismo scientifico, il secondo per avere espresso nella forma più chiara le vedute agnostiche derivanti dalla Metafisica del meccanismo, il terzo infine per quella «Introduction à la Médicine experimentale» che rimane ancora mirabile edifìcio di Metodologia e di Logica!

Tuttavia questi pensatori non sono presi in esame dal nostro A., e similmente questi, che pur ha considerato il fondatore dell’Economia, Adamo Smith, tace di Carlo Marx, nel quale le idee della sinistra hegeliana assunsero il massimo contenuto positivo sotto l’aspetto sociale.