Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/79

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54 giovanni mulazzani

Carlo VI che regnò per li primi 39 anni tolto il disordine; i mali che produssero le cattive monete di biglione e di rame presso di noi furono infiniti; chi desidera di esserne informato appieno, legga le opere del presidente Neri, del Conte Carli, del Conte Verri, e dell’immortale autore del libro Dei delitti e delle pene; le monete buone crebbero di prezzo e scomparirono da noi, restarono le cattive ed altre molte di simil fatta si introdussero dai nostri vicini; il commercio fu incagliato, ed il cambio mercantile diventò passivo; una confusione infine s’introdusse nel valore di tutte le proprietà che non è del tutto ancora finita nella generazione attuale per qualche raro caso, che si verifica tuttavia nella restituzione di capitali in corso prima del 1777.

Maria Teresa, superando da donna magnanima una folla di ostacoli e di volgari pregiudizii, pose termine a questa pubblica sciagura con una moneta nuova che abolì l’antica. Fu elaborata questa moneta coi lumi del Presidente Neri in ispecie, e venne fabbricata dietro un principio semplice altrettanto vero ed immutabile, che il valore dell’oro e dell’argento monetato corrisponder dovesse al prezzo medio di tali metalli nei mercati d’Europa emerso in quell’epoca dagli assaggi di 14 e 1/2 : 1. Sotto a questo principio fu rigorosamente tenuto il biglione, considerato unicamente l’argento che in sé contiene e non calcolata la lega, e solo per il rame si usò facilitazione ma sobria, ch’io veramente non voglio giustificare, ma che non influì sul sistema.

Poco biglione, però difettoso di lo per [o abbiamo del governo italiano; la colpa è del ministro delle finanze Prina; Napoleone non lo segnò nelle sue gride primitive, laonde fu suo suggerimento dopo. Il rame soffre l’eccezione del Teresiano, e così è del