Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/420

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368 giuseppe ruggero - un tallero di sabbioneta

era già stato coniato in Correggio fin dal 1620 circa, quantunque non se ne conoscano esemplari effettivi, volendosi ritenere che il famigerato Rivarola non abbia trascurato di valersi della concessione avuta1.

Questa falsificazione, che invece di essere di mistura più o meno cattiva, è addirittura di un metallo privo di qualsiasi valore foderato di argento, conferma in parte la ipotesi del Dott. Umberto Rossi2 a proposito della prova di scudo del 1605 del Catalogo Rossi già citato: cioè che la presunta prova di zecca possa essere invece uno scudo effettivo. Egli dice che può essere di mistura, bassissima da parer rame a chi non l’assaggi colla pietra; ed io aggiungerò: rame o mistura poco importa, perché molto probabilmente quello scudo era foderato in origine come il tallero. Infatti la conservazione mediocre, che nella maggior parte dei cataloghi di vendita vuolsi interpretare come tendente alla cattiva, può spiegare la totale scomparsa della foglia sottile destinata in origine a mascherare la mancanza di valore dell’intrinseco.

Cremona, ottobre 1890.



  1. E. Gnecchi, nella Riv. Ital. di Num., 1888, pag. 217, e tav. V.
  2. In Gazzetta Numismatica di Como. Anno I, pag. 7.