Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/77

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aes rude, signatum e grave, ecc. 61


La ghianda della semoncia, propria solamente della prima emissione della serie a testa di Giano e comune a qualche altra serie di aes grave più pesante, esprime bene il valore spicciolo dell’ultima frazione aliquota dell’aes grave, riferendosi alla più vile derrata dei campi e della stessa Campania Felix.

Dopo quanto ho osservato, mi pare che non si possa invero esitare ad assegnare a Capua la emissione dell’aes grave a testa di Giano imberbe e giovanile.

Capua, datasi ai Romani nel 338 a. C., divenne il più importante centro della monetazione romano-campana durante le guerre sannitiche; essa divenne la più diretta emanazione dell’Urbs, come è dimostrato tanto dai tipi del suo aes grave, quanto da tutti quelli della cosiddetta monetazione romano-campana. Il grandissimo numero di pezzi di questa nostra serie rinvenuto a Vicarello (più di 1109, V. sopra p. 44, nota 10), ed il ripostiglio di Ostia composto esclusivamente di pezzi di questa stessa serie, non può sorprenderci, perchè di tutte le serie di aes grave del gruppo cosiddetto laziale e che io dirò piuttosto romano, questa era senza dubbio la più accreditata e la più strettamente congiunta con quella ch’io chiamo Urbana.

Come abbiamo accennato, della serie di Giano imberbe, ch’io dunque assegno a Capua, abbiamo due emissioni distinte primitive:

1a Emissione, senza segni, di peso forte; cioè di sistema attico-campano: mina di 16 once, ridotta effettivamente da 14 a 12 once.

    posto che le spetta, L’iscrizione non mi sgomenta punto, perchè, a seconda del peso, potrei riferirla, o ai Sanniti (Safineis) nel tempo ch’erano alleati dei Romani, cioè prima dell’occupazione di Capua, o ai Sanniti soggiogati dai Romani.