Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/448

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424 francesco gnecchi

sentano che una estrema minoranza, nella serie imperatoria sono questi invece, che hanno un grande sopravvento sia per numero che per bellezza di tipo e maestà di forme. Ma spiegazione non vuol dire giustificazione; e, come abbiamo tentato di colmare il primo vuoto, abbozzando una prima serie di Medaglioni o Multipli Senatori (Appunto N. XXV), non è forse opera sciupata il riunire anche la serie delle monete semplici imperatorio, gran bronzi, medii bronzi e piccoli bronzi senza S C, di cui non abbiamo dato che un cenno rapido e molto incompleto nella citata memoria.

Prima di tutto essa potrà fornire un’idea complessiva di questa monetazione, ed ò solamente dallo vedute generali che le osservazioni generali possono scaturire; e poi persistiamo a vedere tanto logica la divisione del bronzo imperialo secondo che essa proviene dall’Imperatore oppure dal Senato, che non è malo insistervi, onde abbia ad essere definitivamente adottata. Repetita juvant.



S’intende che la descrizione è limitata unicamente alle monete semplici, (grandi, medii o piccoli bronzi), coniate in Roma, con esclusione assoluta delle multiple, ossia di quelle riconosciute sotto il nomo di Medaglioni, e già perfettamente conosciute.

Come s’è osservato nella precedente memoria, dalle origini e fino a tutto il regno di Trajano, le monete imperatorie, sia semplici che multiple, non offrono alcuna differenza di fabbrica con quelle senatorie, e questo è il principale motivo per cui le poche multiple fino a quest’epoca furono trascurate; e il titolo di medaglione, accordato da qualche vecchio