Pagina:Satire (Giovenale).djvu/116

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4 satire

E Latin per paura gli conduce
Fino in letto la Timele sua donna.
Come tacer quando nei testamenti
Lo sgambetto ti dan certi messeri,
60Che altro merto non hanno che d’intrighi
Notturni; e cui solleva infino agli astri
D’una vecchia potente e facoltosa
La fregola; che in oggi è la più corta
Via per andare innanzi e salir suso?
65Proculejo un’oncetta,13 ma Gillone
Reda undici oncie: ognun quanto gli tocca
A misura dei lombi. Abbia egli pure
Il prezzo del suo sangue; e smunto e pallido
Facciasi in viso, come l’uom che stiaccia
70A piè scalzi una serpe; o come quando
Sulla bigoncia di Lione ascende
Un oratore, e a concionar s’accinge.14
    Dirò la bile che sì m’arrovella
E brucia dentro, quando preceduto
75Da’ suoi cagnotti, che fendon la folla
A furia di spintoni, andare in volta
Vedo certo tutor, che diè di piglio

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