Pagina:Satire (Giovenale).djvu/117

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di giovenale 5

Nei beni del pupillo, e lo ridusse
A mendicar col vitupero il tozzo?
80E Mario indarno condannato?15 Infatti,
Che fa l’infamia se lo scrigno è salvo?
Or quest’esule, fin dall’ora ottava,
Pigliando a gabbo degli Dei lo sdegno,
Si giace in gozzoviglie;16 e tu, Provincia,
85Che vincesti la lite, ancor ne piangi.
     E cose di tal fatta non son degne
Del chiaror della lampa Venosina,
E ch’io le batta? È forse miglior tema
Ercole, o Diomede, o il Laberinto
90Che mugge, o d’Icaro il gran tuffo in mare,
O di Dedalo il volo? ― Ecco mirate
Quel treccon di marito, che del palco
Novera i travicelli, o sovra il desco
Appoggia il capo, e russa ad occhi aperti
95Per far comodo al drudo:17 e in guiderdone
Scrocca l’eredità che alla sua donna
Interdice la legge.18 Or date il passo
A quel lindo garzon che su veloci

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