Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/10

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l’archivista ebbe riposo e pensione. Ond’egli prese più che mai gli studj ad occupazione e conforto, e s’abbandonò alla mania del bibliofilo, mania che pare innocente anche ai despoti. Egli spendeva il tutto in libri, e ci narrano che la moglie gli votasse le tasche prima ch’uscisse di casa, perchè trovandosi senza denaro si temperasse. Egli morì pieno d’anni in Milano il 18 aprile del 1851.

Nel beato rifiorimento delle lettere classiche nei troppo brevi anni del bello italo regno il Lancetti si volse a Petronio, e lo ritrasse, come direbbero i pittori, di colpi, con franchezza e disinvoltura singolare, non lasciando però talora d’essere spada alle scritture, torcendole a suo modo, accettando per buoni e genuini i supplimenti del Nodot, e sciabolando, ci si permetta questa parola che come si vede deriva