Pagina:Sextarius Pergami saggio di ricerche metrologiche.djvu/51

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Brenta est et esse debet Unziarum duomille centum octuaginta quatuor ad suprascriptam pensam et racionem. Et mensura vini debet esse secundum quod est et ascendit in plenitudine vasorum et impleret et ascendere aqua Vazeni ad predictas mensuras et pondera supra declarata . cum aqua Vazeni sit naturalis per se et non mixta cum aliis aquis. Et propterea non est habitus respectus ad pondus seu mensuram vini quoniam vinum seu visa sunt diversi ponderis unum ab altero (160).» Gli Statuti, che vengono dopo, ripetono questo speciale conteggio, non perché dal 1331 al 1353 si fossero cambiati i pesi dell’argento, ma unicamente per facilitare il computo. Se si toglie il Quartarius in cui entravano Marche 45 1/2, in tutte le altre misure, come la Mina, il Sextarius, la Brenta, le Marche entravano con numeri perfettamente intieri. Lo Statuto del 1331 definiva soltanto il peso della Bozzola, e lo altre misure erano basate sul numero delle Bozzole, che entravano a formarle: negli Statuti posteriori si sentì la necessità di definire anche il peso delle misure superiori alla Bozzola,col che ammisero la verifica diretta delle stesse, anziché la indiretta mediante la misura di infimo peso e d’infima contenenza. La riduzione poi fatta dagli Statuti in peso di marca di tutte queste misure prova che l’oncia dell’argento, sulla quale fondava i suoi calcoli lo Statuto del 1331, non era altro che l’oncia di Marca, della quale ci siamo occupati a parte (v. Append. II) perché nell’un caso o nell’altro il computo torna sempre lo stesso (161).

§ 5. Naturalmente i nostri avi prescelsero l’acqua