maggiore intelligenza e pratica d’arte, si è non dubbiamente quella stessa dove i muri si trovano fabbricati di grandi poligoni disposti in linee inclinate o curve, quasi a forma d’arco, come si veggono, per tacer d’altri luoghi, nelle mura di Norba, di Segni e di Boviano. Benchè alle volte coteste differenti strutture s’osservino pure mischiate, e adoperate insieme senza molta cura, a talento del fabbricatore. Non temo d’asserire, che quest’ultima maniera d’edificare, la qual si vede anche a Cossa ed a Saturnia, le sole città che in Etruria, anzi alla destra del Tevere, han costruzione poligona, sia la meno vetusta, se forse non ancora dei tempi della dominazione romana[1]. Del quinto secolo sono certamente i grandi muramenti di sassi poligoni fatti per sostegni della via Valeria e della Salaria[2], che appunto pel paese montuoso dei Sabini, Equi e Marsi, portava ai Peligni e Pretuzj[3]. Sa ognuno che le strade antiche romane si trovano lastricate con dure selci poligoni di più lati: e tutto dì può veder ciascuno in Firenze, dove le strade son di tal modo selciate, con quale e quanta
- ↑ Vedi p. 144. n. 148.
- ↑ Un muramento romano di tal genere, che ha oltre 300 passi, trovasi sotto Roviano, a sostegno della Valeria: ed un altro simile, d’assai maggiore, sull’ardua cima delle montagne di Colli. Uguali costruzioni s’osservano ancora in parecchi luoghi per fondamento della via Salaria: nominatamente presso a Paterno, non lungi dal lago Cutilio, e infra Antrodoco e Civita Ducale.
- ↑ Strabo v. p, 164.