Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/160

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154 Progressi e Decadenza dell’Arte

essa è incisa su un sasso comune detto peperino1. Sul medesimo sasso sarà stata incisa l’iscrizione della colonna rostrata di C. Duillio de’ medesimi tempi, sebbene taluno siasi studiato di provare con un passo di Silio Italico2, che fosse sul marmo. I supposti avanzi di tale iscrizione, che oggidì si mostrano3, fono un manifesto lavoro de’ tempi posteriori.

[...sino all’olimpiade cxx...] §. 19. Sino all’anno 454. di Roma, cioè sino all’olimpiade cxx., le statue avean colà lunghi capelli e lunga barba4, come i cittadini, poiché solo nel summentovato anno vennero per la prima volta i barbieri dalla Sicilia5: e narra a questo proposito Livio6, che il console M. Livio, il quale, essendosi per qualche disgusto allontanato dalla patria, si era lasciati crescere i capelli e la barba, dovè poi farseli tagliare e radersi, consigliato a ciò fare dal senato. Lunghi capelli avea Scipione Africano il seniore7 quando s’intertenne la prima volta con Massinissa8.

[...ne’ tempi della seconda guerra punica...]

§. 20. Ne’ tempi della seconda guerra punica esercitavasi in Roma la pittura eziandio dai nobili, e Q Fabio, il quale dopo la rotta a Canne fu spedito a consultare l’oracolo di Delfo, ebbe da quell’arte il cognome di Pittore9, cognome che i suoi discendenti hanno in seguito ritenuto, e che vedesi sulle medaglie d’alcuni illustri personaggi della famiglia Fabia. Due anni dopo la mentovata sconfitta, Tiberio Gracco fece dipingere nel tempio della Libertà in Roma il tripu-


dio


  1. Vedi Tomo I. pag. 30. not. a., e qui appresso al libro XI. capo I. §. 2.
  2. Rycquius De Capit. cap. 33. pag. 400. Parla della colonna rostrata solamente, come ne parla Silio Italico De bello pun. lib. 6. vers. 664.
  3. Nel palazzo dei Conservatori in Campidoglio a piè della scala.
  4. Cicer. Or. pro M. Coel. cap. 14.
  5. Varro De re rust. lib. 2. cap. ult. [ Plin. lib. 7. cap. 59. sect. 59.
  6. lib. 27. cap. 29. n. 34.
  7. Quest’uso antico era sì noto in Roma, anche ne’ secoli posteriori, che Ovidio Fast. lib. 2. vers. 30., per indicare gli uomini di que’ primi tempi, chiamolli intonsi [ come ve li chiamano tutti gli scrittori ], e Giovenale Satyr. 5. vers. 30., ebbe per termini sinonimi capellato ed antico.
  8. Liv. lib. 28. cap. 17. n. 35.
  9. idem lib. 23. cap. 6, n. 11.