Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/121

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72 parte

degli Etruschi provveduto avrebbe il Dempstero, se a più piccola mole ristringendo il suo libro, moltissime cose inutili ne avesse tolte, e valendosi solo degli antichi accreditati scrittori, non avesse molte cose asserite appoggiato solo all’autorità de’ moderni, e se le cose dagli Etruschi soltanto usate distinto avesse da quelle di cui essi furono i primi ritrovatori. Nulla io dirò parimente di più altre cose, la cui invenzione dagli antichi si attribuisce agli Etruschi, ma che non appartengono a scienza. Tali sono i riti de’ sacrificii, la solennità de’ trionfi, le insegne de’ generali e de’ magistrati, l’ordine delle battaglie, ed altre somiglianti cose, di cui puossi vedere il citato Dempstero, e gli altri trattatori dell’etrusche antichità. Io scrivo la Storia della Letteratura Italiana, e quindi ciò solo che alla etrusca letteratura appartiene, debbe in questa mia opera aver luogo1.


Senza bastevole fondamento Pitagora si dice da alcuni etrusco.

XXVIII. Un altro pregio attribuirei io volentieri all’Etruria, come altri han fatto, se l’amore di verità mel permettesse. Vogliono essi che vi nascesse Pittagora. E negar non si può che da alcuni ei fosse creduto toscano: ma la cosa è così incerta, che non si può nemmeno con probabile fondamento asserire. Su

  1. Nel terzo tomo della sua opera monsig. Guarnacci si occupa molto in ragionar delle leggi e della giurisprudenza delle antiche nazioni italiche. Ognuno potrà in esso vedere quanto a questo argomento appartiene, e forse ne troverà ancora oltra il bisogno.