Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/5

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


grandi moderni si apersero nuove vie ch’erano state negate all’ingegno di quelli. Potrebbe anche accennarsi che nel secolo passato comparve in Italia il libro Dei Delitti e delle Pene il quale operò una sì prodigiosa rivoluzione nella criminale giurisprudenza; e che Verri, Beccaria, Galiani ec. nella scienza della pubblica economia videro sì avanti, che Smith e gli altri, i quali vennero dopo e che la coltivarono in altri paesi, debbono riconoscere in essi i veri precursori di molte loro dottrine. Noi non vogliamo di più dilungarci in un argomento che se sommamente lusinga chiunque è nato sotto il cielo d’Italia, non è però del luogo e del tempo, e fu già sufficientemente trattato nella Prefazione all’Alfieri di questa nostra Raccolta. Ma ci è grato l’annunciare che il ch. sig. avvocato Réina, il quale co’ suoi lumi e colla vasta suppellettile della sua biblioteca favorisce la presente tipografica impresa, da anni lavora con ostinato studio alla storia di questo periodo dell’italiana letteratura, e prepara una continuazione al Tiraboschi, che attese le sue cognizioni e il suo noto valore dovrà riuscire ben degna del resto.

La Vita del nostro autore farà parte necessariamente di tale continuazione; ma frattanto essendoci sembrato che quella dettata in latino da Angelo Fabroni sia la più accurata e copiosa, la diamo fedelmente tradotta in lingua italiana da G. A. M. Alla Vita segue un ampio Catalogo delle opere sì edite che inedite dal Tiraboschi; l’Elogio lapidario scrittogli da Pompilio Pozzetti; il Chirografo della città di Modena e il Partito della città di Bergamo che riguardano il Tiraboschi medesimo, quali si trovano nella seconda edizione modenese di questa Storia; e finalmente la lettera colla quale il Tiraboschi fece dono di un esemplare dell’opera sua alla R. Accademia di Madrid, e la risposta che gli venne fatta dal segretario della medesima, siccome trovasi tradotta nell’Elogio dell’A. scritto dal ch. bibliotecario sig. Lombardi. L’indice generale si darà nell’ultimo volume. La bellezza dei caratteri, la bontà della carta, la correzione, l’abbondanza dei corredi ci danno ferma speranza che la nostra edizione non abbia a riuscire inferiore di pregio ad alcuna delle antiche, e superiore a molte delle moderne ristampe.