Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/79

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a cui un fatto storico si possa condurre; ma questa evidenza comunemente non vedesi che dagli autori medesimi di tai sistemi: gli altri confessano che siamo ancora al buio, e appena sperano di poterne uscire giammai. A me non appartiene l’entrare in sì aspro spinaio. Chi fosse vago di pur risaperne alcuna cosa, può consultare ciò che con somma erudizione ne han disputato il marchese Maffei ne suoi Ragionamenti sugl’Itali primitivi, monsignor Mario Guarnacci nelle sue Origini Italiche, il sig. Jacopo Durandi nel suo Saggio sulla Storia degli antichi popoli d’Italia, e il padre Stanislao Bardetti della Compagnia di Gesù nella sua opera De’ primi abitatori d’Italia.


I più celebri tra essi sono gli Etruschi. II. Gli Etruschi sono que’ soli tra le nazioni che prima della fondazione di Roma abitaron l’Italia, di cui qualche più certa notizia ci sia rimasta. Di essi veggiam farsi menzione in molti degli antichi scrittori; e le cose che essi qua e là ne dicono sparsamente, bastano a farci intendere quanto possente nazione essa fosse, e quanto grande imperio avesse ella in Italia. Il regno degli Etruschi, dice Livio (Dec. i, l. 1), innanzi a’ tempi dell’impero romano ampiamente si distese e in terra e in mare. Quanto potere essi avessero ne’ due mari inferiore e superiore, da cui l’Italia a guisa d’isola vien circondata, il dimostrano i loro nomi; che l’uno dagl’Italiani fu detto Tosco con nome alla lor nazione comune, l’altro Adriatico da Adria Colonia degli Etruschi. Quindi egli aggiunge che l’Italia tutta fino alle Alpi fu da essi abitata e signoreggiata, toltone solo il piccol tratto di terra