Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/141

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capo vi. 129

da al don dell’amante, quanto all’amor di chi il dà. Attende anzi all’effetto, che al lucro; e al Diletto pospone ogni cosa a sè data da lui. Il generoso amatore non si ferma nel dono, ma sì in me sovra ogni dono. Non è però tutto gittato, se alcuna volta non hai di me, o de’ miei Santi quel tenero sentimento, che tu vorresti. Quel pio e dolce affetto che alcuna volta tu senti, è effetto della grazia presente, ed un cotal saggio della patria celeste: al quale però non è da volersi troppo appoggiare; perciocchè egli va, e torna. Il combattere poi contra i rei movimenti del cuore, e ’l farsi beffe dell’insidie del diavolo, è argomento di virtù, e di merito grande.

5. Non ti turbino adunque le strane immaginazioni di qualunque maniera si sieno messe. Ritieni il tuo proposito fortemente, e la intenzione diritta in Dio. Non è illusione, che tu sei alcuna volta improvvisamente rapito fuori di te, e subito ritorni alle usate inezie del cuore. imperciocchè ivi tu se’ anzi contro voglia paziente, che agente: e mentrechè elle ti spiacciono, e loro resisti, ciò t’è mercede, non danno.