Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/15

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capo i. 3

mancare, ed in quelle avere fidanza. Ed è vanità l’aver ambizione d’onore, e levarsi in altezza di stato. Anche è vanità l’andar dietro agli appetiti della carne, e quello desiderare di che tu debba esser poi agramente punito. Vanità è bramar lunga vita, e del viver bene prendersi picciola cura. Vanità è il mirar solo alla vita presente, e le cose che sono a venire, non provvedere. Vanità è l’amar ciò, che con tutta velocità passa via, e non affrettarsi colà, dove il gaudio dura per sempre.

5. Ricordati sovente di quel proverbio: che la vista non si sazia per vedere, nè per sentire s’empie l’udito. Ti sforza adunque di svellere il cuor tuo dall’amore delle cose visibili, ed alle invisibili rivoltare te stesso. Imperciocchè quelli che seguitano i loro appetiti, macchiano la coscienza, e dissipano la grazia di Dio.