Pagina:Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo, Verona, 1815.djvu/163

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capo xiv. 151

o Signore! dove niente altro mi trovo essere, che niente e niente. Oh peso infinito! oh oceano da non poter valicare! dove niente io trovo di mio, altro che affatto niente in quel tutto. Or dove si vorria accovacciare la vanagloria? dove la fidanza presa per la virtù? Egli è rimasa assorbita ogni vana jattanza nell’abisso de’ tuoi giudizi sopra di me.

4. Or che è mai ogni carne verso di te? Potrebbe forse gloriarsi il fango contra il suo formatore? E come può gonfiarsi in albagiose parole chi tiene il suo cuore in verità a Dio soggetto? nè eziandio tutto il mondo farà levare in alto colui, il quale la Verità soggettò a sè, nè per la lode di tutti gli uomini sarà mosso mai, chi tutta la sua speranza ha in Dio collocata. Conciossiachè e quelli stessi che il lodano, eccoli tutti niente, poichè con esso il suono delle parole dileguerannosi. ma la verità del Signore dura in eterno.