Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/168

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LE COEFORE 165

635Esso gli scempî origina.
Libidine donnesca,
su nuzïale talamo se disonesta impera,
vince in protervia ogni uomo e ogni fiera.

Strofe II
Chi sua memoria sperdersi
640non lascia all’aura labile,
pensi il feral consiglio
onde la rea Testíade8
die’ morte, al proprio figlio,
quando bruciò lo stizzo a cui la vita
645di Meleagro unita
era, dal punto ch’ei dal grembo uscí
materno, e il primo gemito
mise, fino al fatale ultimo dí.

Antistrofe II
Degna la sanguinaria
650Scilla è che pur s’abomini.
Ad opra rea la mosse
l’oro dei vezzi crétici
che in dono offria Minosse.
Chi piú caro doveva esserle, a pro’
655dei nemici, immolò:
cagna odïosa, il crin fatale a Niso1
ella mozzò, che improvvido
giacea nel sonno; e colse Èrmes l’ucciso.