Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) I.djvu/165

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
138 SOFOCLE 341-354

filottete
Ti lamenti anche tu degl’infestissimi
Achivi? Offeso fosti, e n’hai rancore?
neottolemo
Con la mano sfogar possa il mio sdegno,
si che sappia Micene, e sappia Sparta16
345che Sciro1 anch’essa di gagliardi è madre.
filottete
Bene, o figliuolo. E d’onde mai quest’ira
grande, che in cuor nutrendo, a me giungesti?
neottolemo
Sia, ti dirò, sebben dirlo mi pesa,
che smacco ebbi a soffrir, giungendo a Troia.
350Quando a morte il destin condusse Achille...
filottete
Ahimè, non dire piú, prima ch’io sappia
questo: il Pelíde veramente è morto?
neottolemo
Morto. Niun uomo lo colpí; ma un Dio
con le sue frecce: Febo2, a quanto dicono.