Pagina:Volpini - 516 proverbi sul cavallo.djvu/121

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Mantelli e segni particolari. 95

di questo proverbio, e gli spagnuoli ritengono che i cavalli bianchi durino lungamente, come lo indica il citato loro proverbio. Presso gli antichi il bianco pallido era biasimato, perchè ritenuto flemmatico, pigro e debole; all’incontro il bianco lucente e candido era tenuto in molta stima, come lo provano questi versi del Tasso:

     Sotto a un destrier, che di candore agguaglia
     Pur or nell’Appennin caduta neve,
     Turbo o fiamma non è, che ruoti o saglia,
     Rapido sì come è quel pronto e lieve.

I cavalli bianchi hanno però più degli altri bisogno di cura e di governo, sono più degli altri tormentati dalle mosche, che di preferenza si gettano sulle cose bianche e che forse trovano una pelle più fine sotto un pelo bianco. I mantelli bianchi sono quelli che più facilmente si trasmettono per eredità negli allevamenti.

6. Caval dusolino (cioè color di topo) o da piazza, o da mulino.

Il cavallo che ha il mantello fuor del comune, che cioè è raro, stravagante, per così dire, è per lo più dappoco e vizioso. Se un tal cavallo ha forme armoniche diventa un caval da piazza, si fa guardare più per la rarità del suo mantello che pel suo merito reale; se è senza distinzione finisce per esser destinato ai più umili servizi, quindi si dice che è o da comparsa o da soma.

7. Cavalla scura poco dura.

Questo proverbio se non è da ritenersi che predichi una verità ben dimostrata, non è nemmeno una eresia da schivarsi. L’esperienza tenderebbe a farlo ritenere come abbastanza vero e giusto.