Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/401

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388 pensieri (1078-1079)

dalla natura, ma dalla ragione, anzi dalla filosofia, ch’è debolissimo, tristo, falso, non durevole principio di civiltà. Ma pure è una specie di risorgimento; ed osservate che, malgrado la insufficienza de’ mezzi per l’una parte e per l’altra la contrarietà ch’essi hanno colla natura, tuttavia la rivoluzione francese (com’è stato spesso notato) ed il tempo presente hanno ravvicinato gli uomini alla natura, sola fonte di civiltà, hanno messo in moto le passioni grandi e forti, hanno restituito alle nazioni già morte, non dico una vita, ma un certo palpito, una certa lontana apparenza vitale. Quantunque ciò sia stato mediante la mezza filosofia, strumento di civiltà incerta, insufficiente, debole e passeggera per natura sua, perché la mezza filosofia tende naturalmente a crescere e divenire perfetta filosofia, ch’è fonte di barbarie. Applicate a questa osservazione le barbare e ridicolissime e mostruose mode (monarchiche e feudali), come guardinfanti, pettinature d’uomini e donne ec. ec. che regnarono, almeno in Italia, fino agli ultimissimi anni del secolo passato e furono distrutte in un colpo dalla rivoluzione (vedi la lettera di Giordani a Monti, § 4). E vedrete che il secolo presente è l’epoca di un vero risorgimento da una vera barbarie, anche nel gusto; e qui può anche notarsi quel tale raddrizzamento della letteratura in Italia oggidí (23 maggio 1821). Vedi p. 1084.


*   Altro esempio e conseguenza dell’odio nazionale presso gli antichi. Ai tempi antichissimi, quando il mondo non era sí popolato, che non si trovasse  (1079) facilmente da cambiar sede, le nazioni vinte non solo perdevano libertà, proprietà ec., ma anche quel suolo che calpestavano. E se non erano portate schiave, o tutte intere o quella parte che avanzava alla guerra alla strage susseguente e alla schiavitú se n’andava in esilio. E ciò tanto per volontà loro, non sopportando