Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/156

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144 pensieri (2276-2277-2278)

pio di Quintiliano una frase uguale al non plus ec. de’ francesi. Vedilo anche in magis e in plus se ha nulla.  (2277) Vedi anche il Glossario (23 dicembre 1821).


*    Alla p. 1107, fine - e vedi offensus, massime nel principio e nel fine, sul quale proposito vedi gl’interpreti di Orazio, Epod., XV, vers. 15. Vedi p. 2291 e 2299, fine.


*    Alla p. 2141, fine. Il greco ἅπτω è tutt’un verbo col latino apto. Questo deriva manifestamente da un apo. E questo apo non è greco, ma latino. E quando anche si volesse supporre o si potesse trovare un apo nell’antico greco, il greco ἅπτω non avrebbe potuto esserne formato per le ragioni dette di sopra. Dunque l’apto latino non può derivar dal greco, e l’ἅπτω greco, essendo evidentemente lo stesso verbo, non par che possa essere stato preso altronde che dal Lazio (23 dicembre 1821).


*    Alla p. 2079, principio. I verbi latini semplici derivarono certo, almeno per la massima parte, dai nomi: antichissimamente  (2278) però, ed in modo che grandissima parte delle loro radici nominative è ignota e passano essi per radici. In altri verbi si trova la radice nominativa, ed alcuni, anzi non pochi di questi, si veggono formati dai latini di mano in mano, anche in tempi recenti, cioè a’ secoli di Cicerone, degli Antonini ec. Ma da poi che la lingua, formandosi e ordinandosi, adottò il costume de’ verbi composti, essa inclinò sempre a formarli da’ verbi semplici, unendoli alle opportune preposizioni, avverbi, particelle, nomi ec. Pochissimo si compiacque di trar fuori di netto un verbo nuovo, composto di preposizioni ec. e di un nome nuovamente e appostatamente ridotto a congiugazione (bella facoltà del greco, italiano, spagnuolo). Se ne trovano alcuni di questi, ma pochissimi (mas-