Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/171

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(2305-2306) pensieri 159

rivate? Vedi il Forcellini e il glossario e sapiens, sapientia ec. (29 dicembre 1821).


*    Ho detto altrove che gli antichi, e ciò per natura, consideravano il forestiero come naturalmente ed essenzialmente diverso dal paesano, e come ente d’altra natura. Quindi è ch’essi si difendevano da’ forestieri o gli assaltavano, come facevano colle bestie, cogli animali o colle cose d’altra specie, se non quanto ponevano maggior gloria nel vincer gli uomini, come vittoria piú difficile. Ma la guerra nell’antica e primitiva idea non differiva o punto o quasi punto dalla caccia, come non differisce presso i selvaggi. Quindi non quartiere, non pietà, non magnanimità (che allora non si credeva aver luogo col nemico), non perdono col vinto; quindi  (2306) ostinazione, risolutezza di non cedere, (e come avrebbero voluto sottostare al governo di animali, di fiere ec.? come dunque a quello di uomini creduti d’altra specie?) disperazione di esser vinto, schiavitú, depredamenti, incendi, distruzioni degli alberghi e dei paesi, delle sostanze e delle persone dei vinti; quindi tutti gli altri effetti dell’antico odio nazionale, che altrove ho specificati e che sono parimente moderni nei selvaggi, barbari ec. (29 dicembre 1821).


*    Alla p. 1283, principio. Io sospetto di aver trovato effettivamente questa radice hil nell’antichissimo latino. Osservate. Nihilum, è quasi ne hilum, dice il Forcellini e seco gli etimologi. 1 E non v’é questione, perocché Lucrezio dice neque hilo ec. rompendo il composto, in vece di nihiloque, come solevano gli antichi latini, massime i poeti (come Plauto disque trahere per et distrahere) e questi anche a’ buoni secoli: e cosí i greci. Né solo Lucrezio ma altri, che vedi

  1. Vedi anche il Forcellini in Per hilum.