Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/364

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352 pensieri (2645-2646-2647)



*   << Se l’uomo fuori della naturale puritade, allora pecca. Servando dunque la nostra condizione e virtú, bastiti, o uomo, lo naturale ornamento, e non mutare l’opera del tuo Creatore, perocché volerla mutare è un guastare.>>Vite de’ Santi Padri, parte I, capitolo 9, fine, pag. 25, e son degne d’esser vedute anche le cose precedenti a queste parole. Le quali sono in bocca di Sant’Antonio, e nella sua Vita, il cui testo originale greco è di Sant' Atanasio. (Recanati - Roma, Novembre 1822).


*   La storia greca, romana ed ebrea contengono le reminiscenze delle idee acquistate da ciascuno nella sua fanciullezza. Ciascun nome, ciascun fatto delle dette storie, e massime i principali e piú noti, ci richiamano idee quasi primitive per noi, e sono in certo modo legati alla storia della vita e della fanciullezza massimamente,  (2646) delle cognizioni, de’ pensieri di ciascuno di noi. Quindi l’interesse che ispirano le dette storie e loro parti e tutto ciò che loro appartiene; interesse unico nel suo genere, come fu osservato da Chateaubriand (Génie ec.); interesse che non può esserci mai ispirato da verun’altra storia, sia anche piú bella, varia, grande, e per se piú importante delle sopraddette; sia anche piú importante per noi, come le storie nazionali. Le suddette tre sono le piú interessanti, perché sono le piú note; perché sono le piú domestiche, familiari, pratiche, e quasi strette parenti di ciascun uomo civile e colto, ancorché di patria diversissimo da queste tre nazioni. E perciò elle sono le piú, anzi le sole, feconde di argomenti storici veramente propri d’epopea, di tragedia ec.  (2647) e all’interesse dei detti argomenti, massime nella poesia, non si può supplire in verun conto, né con veruna industria, cavando argomenti o dall’immaginazione o dalle altre storie, neppur dalle patrie. Aggiungasi alle tre dette storie quella della guerra