Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/51

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(2073-2074-2075) pensieri 39

mente immaginare; né solo noi, ma tutte le creature che noi distintamente  (2074) ed effettivamente possiamo conoscere o conosciamo, non possono immaginare o sentire altro modo di essere. Né perché Dio esistesse materialmente sarebbe materiale, ma abbraccierebbe anche la materia nella sua essenza; il che è certo e convenuto anche fra’ teologi, che riconoscono in Dio il tipo e l’idea o la forma e la ragione antecedente di tutte le cose possibili e maniere di essere. Or come potrebbe l’essenza di Dio perfettamente abbracciare e contenere la forma e il modo di essere della materia (unica forma e modo che appartenga a tutto quel creato ed esistente che noi conosciamo) o di qualunque altra natura possibile, s’egli non esistesse materialmente e in qualunque altro modo possibile?

Le contraddizioni che noi vediamo fra questi modi le vediamo noi, ma, come spesso ho mostrato, non sono assolute ma relative, e niente può impedire a Dio di esistere tutt’insieme in due o piú modi che a noi paiono contrarii ec. ec. ec.  (2075) (8 novembre 1821).


*    Molte volte riescono eleganti delle parole corrottissime e popolarissime, e ineleganti o meno eleganti delle altre incorrotte o meno corrotte e meno popolari. Per esempio, commessi invece di commisi potrà riuscire piú elegante in una scrittura, benché sia una pura corruzione di commisi che viene direttamente dal commisi latino. Ma questa corruzione, sebben popolare, essendo antica ed avendo cessato oggi di essere in uso frequente o presso il popolo o presso gli scrittori e trovandosi nei buoni scrittori antichi, essa riesce, in una scrittura, elegante perché fuori dell’ordinario, e piú elegante di commisi (ch’é incorrotto), perciò appunto che questo è in uso commune e che nell’uso la parola piú antica e non corrotta ha pre-