Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/52

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40 pensieri (2075-2076-2077)

valuto alla corrotta, cosí che la piú moderna e corrotta viene a parere piú antica e meno ordinaria della stessa antica. E quante volte le eleganze non derivano e non sono altro  (2076) che pure corruzioni di voci, frasi ec. ec. ec. E chi perciò le condannasse o stimasse piú eleganti le corrispondenti voci o frasi incorrotte e piú regolari, piú corrispondenti all’etimologia ec., non saprebbe che cosa sia eleganza per sua natura ec. (9 novembre 1821).


*    Alla p. 2052, fine. Da sponsus di spondere, sponsare, e da desponsus di despondere, desponsare, (de’ quali vedi Forcellini ed osserva la forza continuativa che hanno e puoi anche ben riferirli alla p. 2033, fine, seguenti) (9 novembre 1821).


*    Alla p. 1151, fine. Quassare di cui dice Gellio, quassare, quam quatere gravius violentiusque est, non è altro che un continuativo di quatere dal suo participio quassus. Il quale si trova bene spessissimo negli autori latini, ma da’ grammatici è riconosciuto piuttosto per nome aggettivo che per participio di quatere (forse anche  (2077) ameranno di chiamarlo contrazione di quassatus). Non nego che infatti non si trovi usato in forma per lo piú di aggettivo, ma ciò accade né piú né meno a innumerabili altri evidentissimi participii passivi d’altri verbi. Ora, che quassus in origine sia puro participio di quatere, si farà chiaro dal verbo quassare, considerato, secondo le osservazioni che noi abbiamo fatte circa la formazione di tali verbi continuativi, dal participio in us de’ positivi; e si conferma ancora dall’autorità di Festo, il quale dice che concutere è composto di con e quatere. Ora egli ha il suo participio passato e questo fa concussus (cosí excussus, incussus ec.) e se concutere è quanto dire conquatere, concussus sarà come conquassus (vedi Forcellini in quatere, principio, concutere ec.).