Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/188

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(3093-3094-3095) pensieri 181

maniera di forme. Al quale la bellezza immaginata e riconosciuta da quel primo parrebbe vera bruttezza, o composta di qualità ch’egli, se non altro in parte, giudicherebbe onninamente brutte e sconvenienti, perché diverse o contrarie a quelle ch’egli sarebbe assuefatto a vedere. Un agricoltore il quale non avesse mai veduto forme cittadine, crediamo noi che si formerebbe della bellezza un’idea conforme o simile a quella de’ cittadini? anzi non contraria affatto in molte parti essenziali? Un popolo di calzolai concepirebbe la bella forma dell’uomo tozzotta, di spalle larghe e grosse, gambe sottili e ripiegate all’indentro, braccia quasi piú grosse delle gambe ec.  (3094)

Tutto ciò spetta a quello che nelle forme umane dipende dalla natura largamente presa, cioè dalle cause fisiche ec. Di quello poi che dipende dalle usanze, che dovrà dirsi? pareva impossibile nel sedicesimo secolo, secolo di squisito gusto, al Cellini, finissimo conoscitore del bello, di dar grazia e bell’aria al ritratto del Bembo (ch’egli aveva a fare in una medaglia), perché il Bembo non portava barba. E il Bembo si fece crescer la barba per farsi ritrattare dal Cellini, e che il ritratto facesse bella vista essendo barbato, e cosí fu fatto. Che ne sarebbe parso a un artista de’ nostri tempi? Molte cose si posson dire delle varie opinioni ec. di varie nazioni e tempi sopra l’uso della barba (ch’é pur cosa naturale), relativamente al bello. Cosí de’ capelli e delle cosí diverse e contrarie pettinature o tosature (totali o in parte) tenute per belle o per brutte in diverse età da una stessa nazione, in diverse nazioni ec. Eppure anche intorno ai capelli v’é la pettinatura naturale ec. ec. (5 agosto 1823).  (3095)


*   Futuri del congiuntivo usati da’ latini invece di quelli dell’indicativo, del che altrove. Odero, meminero, credo anche coepero, novero. Forse ero coi com-