Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/54

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
(2870-2871-2872) pensieri 47

si scriveva, ossia la pronunzia delle sillabe nelle parole francesi corrispondeva al valore che avevano nell’alfabeto le lettere con cui esse parole si scrivevano. I versi che si trovano ancora de’ poeti provenzali, pronunziavansi indubitatamente in questo modo o con poca differenza, come ne fa fede la loro misura, le loro rime ec. che si perderebbero l’une e l’altra pronunziando quei versi altramente o alla moderna. Ma le irruzioni e i commerci de’ settentrionali  (2871) avendo cangiata la pronunzia francese, e diradata di vocali e inspessita di consonanti e resa piú aspra, e cosí diversificatala dalla lingua provenzale, e poi col mezzo della francese mutata eziandio la provenzale (Vedi Perticari, Apologia di Dante, cap. XI, principio, p. 206, fine - 208, principio, e cap. XII, principio, p. 111-112 e ivi fine, p. 119 e cap. XVI, fine, p. 158), la lingua francese si allontanò sommamente dalla latina, sí per li nuovi vocaboli e forme che acquistò da popoli che non avevano mai parlato latino, sí per li suoni di cui vestí e con cui pronunziò quegli stessi vocaboli tolti dal latino ch’ella aveva, e che tuttora conserva. Quindi per due ragioni la pronunzia francese dovette riuscir diversa dalla scrittura. Primo, per la sopraddetta, cioè perché, non avendovi scrittura nota o almeno scrittura appartenente a lingua letterata e formata, fuori della latina, l’ortografia francese dovette pur prendere, come l’altre, per suo modello la latina, ed essendo già la pronunzia francese fatta diversissima dalla latina, e certo assai piú diversa che non erano o non furono poi la spagnuola e l’italiana,  (2872) perciò la scrittura francese dovette molto piú differire dalla pronunzia, che non differiscono la spagnuola e l’italiana che presero e usarono lo stesso modello. Secondo: questa diversificazione e settentrionalizzazione di pronunzia avendo avuto luogo o acquistato forza ed estensione in Francia piuttosto tardi, e di piú trovandosi che i poeti di cui la Provenza abbondò scri-