Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2871

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[p. 47 modifica] avendo cangiata la pronunzia francese, e diradata di vocali e inspessita di consonanti e resa piú aspra, e cosí diversificatala dalla lingua provenzale, e poi col mezzo della francese mutata eziandio la provenzale (Vedi Perticari, Apologia di Dante, cap. XI, principio, p. 206, fine - 208, principio, e cap. XII, principio, p. 111-112 e ivi fine, p. 119 e cap. XVI, fine, p. 158), la lingua francese si allontanò sommamente dalla latina, sí per li nuovi vocaboli e forme che acquistò da popoli che non avevano mai parlato latino, sí per li suoni di cui vestí e con cui pronunziò quegli stessi vocaboli tolti dal latino ch’ella aveva, e che tuttora conserva. Quindi per due ragioni la pronunzia francese dovette riuscir diversa dalla scrittura. Primo, per la sopraddetta, cioè perché, non avendovi scrittura nota o almeno scrittura appartenente a lingua letterata e formata, fuori della latina, l’ortografia francese dovette pur prendere, come l’altre, per suo modello la latina, ed essendo già la pronunzia francese fatta diversissima dalla latina, e certo assai piú diversa che non erano o non furono poi la spagnuola e l’italiana,