Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/69

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62 pensieri (2894-2895-2896)

voce quaestus us, la quale, come altrove ho dato per regola circa tali verbali, è formata appunto da quaesitus, e dovrebbe regolarmente dire quaesitus us, la qual voce ancora si trova effettivamente. Siccome vi sono le voci quaesitio, quaesitor, quaesitura, di cui sono contrazione quaestio, quaestor, quaestura, voci fatte da quelle per detrazione della i, come per tal detrazione sono fatte quaestorius, quaestuosus ec., benché non si trovi quaesitorius,  (2895) quaesituosus ec. Cosí da positus, postus, repostus ec. ec. E della soppressione della i in moltissimi participii latini, come docitus-doctus, legitus-legtus-lectus ec., soppressione divenuta, fino ab antico, comune, anzi universale, vedi ciò che dico altrove. E vedi a questo proposito le p. 2932 e 2991-2, 3032, segg.


*    Del resto, il nostro antico suto è lo stesso che lo spagnuolo sido e che il latino situs da me supposto: è lo stesso, dico, considerato il solito scambio e la solita affinità fra la lettera u e l’i, del che ho detto piú volte, e fra l’altre p. 2824-5, principio (e se n’ha appunto un esempio nella voce quaesumus di quaesere, detta per quaesimus. Vedi Forcellini). Stante il quale scambio e affinità si può credere o che gli antichi latini dicessero cosí sutus come situs (maxumus e maximus, lubens e libens), o prima l’una di queste, e poi col tempo l’altra, o che l’italiano antico mutasse la pronunzia latina facendo suto da situs, o viceversa lo spagnuolo facendo sido da sutus, giacché questo scambio tra u ed i ebbe luogo frequentemente anche nei principii delle moderne lingue (vedi Perticari, Apologia di Dante, c. XVI, verso il fine, p. 156) siccome lo ha tuttodí (5 luglio 1823). Vedi p. 3027.


*    Quanto sia facile l’imparare a parlare, quanto poco tempo debba esser corso innanzi che il genere umano  (2896) arrivasse primieramente ad accorgersi di avere organi capaci di formare e articolare varii