Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/39

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34 pensieri (4115-4116)



*    Inauditus per qui non audit. Vedi Forcellini. Odorus, inodorus per qui odoratur ec. (odorus ec. è lo stesso che odoratus ec.) in senso abituale. Vedi Forcellini} (2 agosto, secondo dí del Perdono, 1824).


*    Θαρρῶ τι ποιεῖν - mi rincuoro, mi assicuro, ec. di fare una cosa, cioè confido di poterla fare. Vedi Luciano, Opera, 1687, II, 226, lo Scapula, ec. Un altro italianismo vedilo ib., p. 884, fine, dove ἐπὶ κεφαλαίῳ τῶν πόνων credo ben che sia la vera lezione, ma falsissima la interpretazione del Grevio, e tengo che significhi al cabo de los trabajos, come noi pur diciamo in capo a o di, cioè in termine, alla fine di (5 agosto 1824).


*    Percussare. Crusca (6 agosto 1824).


*    Alla p. 4089. Clepo-cleptum, onde clepso is, ben potrebbe esser esso l’origine del greco κλέπτω invece che viceversa, come apo di ἅπτω ec. O se ciò in clepo non si ammette, neppure in apo, sebbene di questo veggiamo anche in latino il continuativo apto, laddove clepto, onde κλέπτω, non sarebbe stato conservato dai latini.  (4116) Del resto clepso is potrebb’essere un continuativo anomalo di clepo da clepsum per cleptum, come vexo da vexum per vectum ec., del che altrove (10 agosto 1824).


*    Dell’amor dei vecchi alla vita vedi il capo 118 di Stobeo (ed. Gesn.), Laus vitae, e massime il luogo di Licofrone (10 agosto, festa di San Lorenzo Martire, 1824).


*    Καὶ τὸ δῆγμα λαθραῖον, ὅσῳ (in quanto che, cioè poiché ἐπεὶ) καὶ γελῶν ἅμα ἒδακνε. Luciano, Opera, 1687,