Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/414

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(4472-4473) pensieri 405

disfacente come spiegazione del fenomeno, non del fine di esso (12 marzo).


*    ἐς ἴσον τῷ, frammento di Archita, o sotto nome di Archita, ap. Orelli, l. c. p.  (4469), fine, p. 248, lin. 13; - à l’égale de. La Bruyère e contemporanei; - locuzione avverbiale, in senso di aeque ac (12 marzo 1829).


*    Galateo morale. Il y a des ménagements que l’esprit même et l’usage du monde n’apprennent pas, et, sans manquer à la plus parfaite politesse, on blesse souvent le coeur. Corinne, liv. 3, ch. 1, 5me éd.; Paris, 1812, t. I, p. 92. Les Anglais sont les hommes du monde qui ont le plus de discrétion et de ménagement dans tout ce qui tient aux affections véritables. liv. 6, chap. 4, t. I, p. 281 (13 marzo, secondo venerdí, 1829).


*    Mille piacer non vagliono un tormento. Or come può un piacere valer mille tormenti? e pure cosí è la vita (14 marzo 1829). Questo verso racchiude una sentenza capitale contro la vita umana, e contro chi consente a vivere, cioè tutti i viventi.


*   Monosillabi latini. Nix.


*    κέραμoς-κεράμιον. Vedi Orelli, loc. cit. qui sopra, p. 279, fine, il qual luogo, come si dice nelle note, è copiato da Aristotele.  (4473)


*   εὐθέως o εὐθὺς, come luego, per dunque, però, iccirco, conseguentemente, necessariamente. Vedi Orelli, ib., p. 312, lin. 8-9 e la nota p. 697. Luogo notabile. Cosí, spesso, colla negazione: per esempio, οὐ γὰρ εἰ ec. διὰ τοῦτο εὐθὺς καὶ ec., ovvero omesso il διὰ τοῦτο però (23 marzo 1829).


*    μωκάομαι, coi derivati e composti (vedi Scapula in μῶκος, e Orelli, ib., p. 752, fine) - se moquer coi de-