Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4473

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*   εὐθέως o εὐθὺς, come luego, per dunque, però, iccirco, conseguentemente, necessariamente. Vedi Orelli, ib., p. 312, lin. 8-9 e la nota p. 697. Luogo notabile. Cosí, spesso, colla negazione: per esempio, οὐ γὰρ εἰ ec. διὰ τοῦτο εὐθὺς καὶ ec., ovvero omesso il διὰ τοῦτο però (23 marzo 1829).


*    μωκάομαι, coi derivati e composti (vedi Scapula in μῶκος, e Orelli, ib., p. 752, fine) - se moquer coi derivati [p. 406 modifica]ec. E notisi la forma neutra passiva, ossia reciproca, dell’uno e dell’altro verbo ec. (25 marzo 1829).


*    σκίμπους οδος-σκιμπόδιον.


*    Cauneas-cave ne eas.


*    Tenebrosus-tenebricosus. Nel dialetto popolare di Viterbo (Patrimonio di S. Pietro), menicare e tremicare, frequentativi di menare e tremare (Orioli nell’Antologia di Firenze).


*    άρμάτιον per ᾶρμα. Procop. Hist. arcan., p. 31, ed. Alemanni (i lessici e glossari nulla).


*    Ἔπος da εἰπεῖν sembra essere stato considerato, e chiamato cosí, come un grado, un genere medio tra λόγος, da λέγειν, orazione, prosa; e μέλος (27 marzo 1829).


*    Ἀφὴ, ὲπαφὴ, usati in proposito d’istrumenti musici, ap. Orelli, ib., p. 292, linea 3, p. 302, linee 13, 18, 23, p. 336, linea 19; - tocco, toccare, toucher ec. nello stesso senso.


*    In generale la forma diminutiva (o disprezzativa o vezzeggiativa ec.) spagnuola in illo, e ico, ecillo, ecico, cillo, cico, e l’italiana in glio e chio (icchio, ecchio, acchio ec.), e la francese in il, ill; ail, aill; eil, eill ec.; sí de’ nomi, che de’ verbi (ne’ quali suol esser chiamata frequentativa), non è altro (anche nelle voci di origine non latina) che la mera latina in aculus, iculus, culus, iculare, culare, uscul... ec., contratta prima in clus, clum, iclus, clare ec. (27 marzo 1829). Vedi p. 4486.


*    Fama rerum. Tacito, Vit. Agric., in fine. Frase che desta un’idea