Pensieri (Leopardi)/XXIX

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
../XXVIII

../XXX IncludiIntestazione 20 dicembre 2008 75% Filosofia

XXVIII XXX

Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere. Pure tanto è al mondo il valore dell’impostura, che con l’aiuto di essa anche le lettere diventano fruttifere. L’impostura è anima, per dir così, della vita sociale, ed arte senza cui veramente nessun’arte e nessuna facoltà, considerandola in quanto agli effetti suoi negli animi umani, è perfetta. Sempre che tu esaminerai la fortuna di due persone che sieno l’una di valor vero in qualunque cosa, l’altra di valor falso, tu troverai che questa è più fortunata di quella; anzi il più delle volte questa fortunata, e quella senza fortuna. L’impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. Né ciò nasce, credo io, da mala inclinazione della nostra specie, ma perché essendo il vero sempre troppo povero e difettivo, è necessaria all’uomo in ciascuna cosa, per dilettarlo o per muoverlo, parte d’illusione e di prestigio, e promettere assai più e meglio che non si può dare. La natura medesima è impostora verso l’uomo, né gli rende la vita amabile o sopportabile, se non per mezzo principalmente d’immaginazione e d’inganno.