Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1114

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[p. 414 modifica] la differenza sí della formazione sí del significato fa chiara la differenza di queste due sorte di verbi. Per esempio, raptare, ch’egli chiama frequentativo di rapere, e che significa strascinare, ognun vede che quest’azione non [p. 415 modifica]è frequente, ma continuata. E se i latini avessero voluto fare un frequentativo di rapere, dal participio raptus avrebbero fatto raptitare e non raptare, anzi Gellio fa menzione effettivamente di tal verbo raptitare, IX, 6, nel qual luogo puoi vedere molti esempi di tali frequentativi in itare, formati, com’egli pur nota, da’ participii de’ verbi originarii. E i verbi augere, salire, jacere, prehendere o prendere, currere, mergere, defendere, capere, dicere, ducere, facere, vehere, venire, pendere, gerere e altri tali che hanno i loro continuativi, auctare, saltare, iactare, prehensare o prensare, cursare, mersare, defensare, captare, dictare, ductare (che i grammatici chiamano contrazione di ductitare e sbagliano), vedi p. 2340, factare, vectare, ventare, pensare, gestare, formati tutti dal loro participio o supino, secondo le leggi da noi osservate, hanno pure i frequentativi auctitare, saltitare, iactitare, prensitare, cursitare, mersitare, defensitare, captitare, dictitare, ductitare, factitare, vestitare, ventitare, pensitare, gestitare, distinti per forma e per significato proprio dai detti continuativi, e non derivati (certo ordinariamente) da questi (come va dicendo qua e là il Forcellini) ma immediatamente da’ verbi originarii. Vedi p. 1201. Il verbo videre, da cui nasce il verbo continuativo anomalo visere (in luogo di visare), ha pure il suo frequentativo visitare, dal participio