Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1120

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[p. 419 modifica] cioè nell’atto di bere. Laddove potatio, formata da potatus di potare, significa beveria, come ho detto, e non si potrebbe propriamente e convenientemente esprimere con una voce formata dal verbo bibere. Osservazione, secondo me, assai forte, e che serve a dimostrare e confermare sí l’esistenza del detto verbo originario di potare ed avente il participio potus, sí tutta la mia teoria de’ verbi continuativi.

[p. 420 modifica]Rechiamo un altro esempio di tali participi anomali dinotanti l’esistenza di un verbo primitivo, di cui quel verbo che resta, ed ha detto participio, è, al mio credere, il continuativo. Auctare, come vedemmo pag. 1114, è continuativo di augere dal suo participio auctus ed ha il participio auctatus. Mactare è lo stesso che magis auctare, ma oltre mactatus ha il participio mactus. E siccome mactatus è magis auctatus, cosí mactus (e lo dice espressamente Festo) è magis auctus. Ecco dunque evidente un antico e disusato verbo magere o maugere, cioè magis augere, di cui mactus è il participio e mactare il continuativo formato dal participio mactus che impropriamente se gli attribuisce. Vedi p. 1938, capoverso 1 e p. 2136 e 2341.


     Il verbo stare, secondo me, indubitatamente è continuativo del verbo esse, formato da un antico participio o supino di questo verbo, come stus o stum,