Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1938

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[p. 451 modifica] di trivialità ed ineleganza, quando anche [p. 452 modifica]ella sia tutto l’opposto: come alla prima giunta ci accade nell’elegantissimo Celso, il quale ha molti modi ed usi similissimi all’indole italiana: e cosí spesso ci accade negli scrittori latini antichi o moderni massimamente (perché questi non hanno in favor loro la prevenzione e la certezza che dicono bene). (17 ottobre 1821). Vedi p. 1965.


*    Alla p. 1120. La parola vastus si considera come aggettivo e il suo senso proprio si crede quello di latus, amplus ec. (Vedi Forcellini): e quando esso significa vastatus, questo si piglia per una metafora derivata da questo che quae vacua sunt loca vasta et maiora videntur (Forcellini). Io penso che vastus non sia che un participio di un verbo perduto, di cui vastare (guastare) sia il continuativo; che il suo senso proprio fosse quello dell’italiano guasto (ch’é la stessa parola), analogo a quello di vastatus; che la metafora sia venuta (nel modo detto dal Forcellini) dal guasto all’ampio, il che mi par molto piú naturale che viceversa;