Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/118

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Pagina 118

../117 ../119 IncludiIntestazione 16 settembre 2009 100% Saggi

117 119

[p. 228 modifica] coraggioso, l'avrebbe creduto intraprendente. Ora, chi intraprende, intraprende per se, e l'intraprendere per se in Ottaviano, ch'era l'erede e il figlio adottivo di Cesare, non poteva esser altro che il cercare la monarchia. Il vederlo debole fece credere che avrebbe preso il partito dei buoni, ch'é il meno pericoloso, perché ha per se l'opinione pubblica ed è la strada retta e ordinaria. Gli arditi per lo piú son cattivi, e il partito buono è quello dei piú deboli, perché non ci [p. 229 modifica]vuole ardire per abbracciare il partito ovvio e inculcato dalle leggi, dalla natura e dall’opinione sociale, cioè quello della virtú, ma bensí per entrare nel partito odioso del vizio. Il fatto però sta che era già venuto anche per Roma il tempo che la politica dovea prevalere al coraggio, come ora e in tutti i tempi corrotti (9 giugno 1820).


*   Altro è primitivo, altro è barbaro. Il barbaro è già guasto, il primitivo ancora non è maturo.


*   Non bisogna credere che un popolo non sia barbaro, perché non somiglia ad altri barbari (come se i maomettani non fossero barbari, perché non sono antropofagi). Vedete quante sorte di barbarie si trovano al mondo, laddove la natura è una sola. Perché questa ha leggi immutabili e fisse, ma la corruttela varia infinitamente secondo le cagioni e le circostanze, vale a dire i costumi, le opinioni, i climi, i caratteri nazionali ec. ec. (9 giugno 1820).


*   Una gran differenza tra la legge di natura e le leggi civili è questa, che la legge civile o umana si può dimenticare o per