Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1215

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[p. 7 modifica] piú o meno a tutto il mondo civile; naturale conseguenza dell’andamento del secolo. Quindi è ben congruente e conforme alla natura delle cose, che almeno la massima parte del vocabolario che serve a trattarle ed esprimerle sia uniforme generalmente, tendendo oggi tutto il mondo a uniformarsi. E le lingue sono sempre il termometro de’ costumi, delle opinioni ec. delle nazioni e de’ tempi e seguono per natura l’andamento di questi.

Diranno che buona parte del detto vocabolario deriva dalla lingua francese, e ciò stante la somma influenza di quella lingua e letteratura nelle lingue e letterature moderne, cagionata da quello che ho detto altrove. Ma venisse ancora dalla lingua tartara, siccome l’uso decide della purità e bontà delle [p. 8 modifica]parole e dei modi, io credo che quello ch’é buono e conveniente per tutte le lingue d’Europa debba esserlo, massime in un secolo della qualità che ho detto, anche per l’Italia, che sta pure nel mezzo d’Europa, e non è già la Nuova Olanda né la terra di Jesso. E se hanno accettate ed usano continuamente le dette voci quelle lingue europee che non hanno punto che fare colla francese, quanto piú dovrà farlo e piú facilmente e con piú naturalezza e vantaggio la nostra lingua, ch’é sorella carnale della francese? Le origini di dette parole a noi