Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1276

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[p. 52 modifica] [p. 53 modifica]Voglio portare in conferma di ciò un altro esempio, oltre ai già riferiti, per mostrare quanto giovino i lumi archeologici alla ricerca delle antichissime radici. Silva è radice in latino, cioè non nasce da verun’altra parola latina conosciuta. Osservate però quanto ella sia mutata dalla sua vecchia e forse prima forma. Ὕλη è lo stesso che silva per consenso di quasi tutti gli etimologi. Or come la parola latina ha una s e un v davantaggio che la greca? Quanto alla s vedi quello che ho notato altrove, vedi Jul. Pontedera, Antiquitatum Latinarum graecarumque Enarrationes atque Emendationes, Epist. 2, Patav., Typis Seminar. 1740, p. 18 (le due prime epistole meritano di esser lette in questi propositi archeologici della lingua latina), ed ella è cosa già nota agli eruditi. Nelle stesse antiche iscrizioni greche si trova sovente il sigma innanzi alle parole comincianti per vocale, in luogo dell’aspirazione. Anzi questa scrittura s’è conservata in parecchie delle stesse voci greche (come nelle latine), per esempio, σῦκον pronunciavasi da principio ὗκον o ὖκον coll’aspirazione aspra o dolce, giacché gli eoli ne fecero ῦκον e i latini ficus. Vedi l’Encyclopédie, in S. Quanto al v, ecco com’io la discorro.

L’antico H greco derivato dall’heth fenicio, samaritano ed ebraico, col quale ha comune anche il nome ἦτα (giacché il ταῡ greco deriva dal thau degli ebrei) oltre alla figura ec., non fu da principio altro segno che di un’aspirazione (vedi p. 1136, margine) come lo fu sempre nel latino e come lo era nell’alfabeto da cui venne il greco (vedi Cellario, Orthograph., Patav., ap. Comin, 1739, p. 40, fine e l’Encyclopédie méthodique; Grammaire, art. II, specialmente p. 215 e, se vuoi, il Forcellini in II). Abbiamo veduto che l’antico v latino non era altro che