Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2115

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[p. 59 modifica] i padri e, prima anche del cristianesimo, i filosofi gentili, s’erano ben accorti di una contraddizione fra le qualità dell’animo umano, di una lotta e nemicizia evidente fra la ragione e la natura, di un impedimento essenziale ed ingenito nell’uomo (qual era divenuto) alla felicità e, per conseguenza, di una degenerazione e corruzione dell’uomo, conosciuta e predicata anche nelle antichissime mitologie.

Tutte queste autorità favoriscono dunque il mio sistema, colla differenza che laddove coloro credevano corrotta e corruttrice la natura io credo la ragione; laddove essi l’uomo, io gli uomini; laddove essi credevano sostanzialmente imperfetta, cioè composta di elementi contraddittorii, l’opera di Dio, io credo tale l’opera dell’uomo; e a causa della sola opera dell’uomo [p. 60 modifica]credo non sostanzialmente, ma solo accidentalmente imperfetta l’opera di Dio, e composta non di elementi contraddittorii ma di qualità acquisite ripugnanti