Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2164

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[p. 85 modifica] che si esercitano da fanciulli e assiduamente in qualunque facoltà, nel mestiero del padre ec. vi riescono abilissimi e piú di qualunque altro, benché di gran talento, ed essi di pochissimo? Come si combinano sempre le facoltà pretese innate, con quelle professioni che il caso della nascita o della vita ci porta a coltivare decisamente e studiosamente? Come si combina che un uomo privo d’ogni altra facoltà innata (quali si suppongono quelli di poco talento) abbia sempre e porti seco nel nascere appunto quella facoltà o quella disposizione naturale e antecedente, che serve a quella professione che il mero caso e l’imprevedibile concorso delle circostanze gli destinano? (24 novembre 1821).


*    Non è dunque vero ciò che dicono coloro, i quali, riconoscendo la forza delle circostanze e delle assuefazioni sui talenti,