Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2337

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[p. 177 modifica] a rapidità, la concisione ec. dello stile e il piacere che ne ridonda, possono e debbono in parte ridursi sotto queste considerazioni (8 gennaio 1822).


*    La sveltezza, o veduta o concepita, per mezzo di qualunque senso o comunque (vedi il pensiero precedente), comunica all’anima un’attività, una mobilità, la trasporta qua e là, l’agita, l’esercita ec. Ed ecco ch’ella per necessità dev’esser piacevole, perché l’animo nostro trova sempre qualche piacere (maggiore o minore, ma sempre qualche piacere) nell’azione, sinch’ella non è o non diviene fatica e non produce stanchezza (8 gennaio 1822).


*    Volete veder come sia naturale lo stato presente dell’uomo? Anche quello dell’agricoltore che pur conserva, [p. 178 modifica]conserva, tanto piú che gli altri, della natura? L’uomo presente, e già da gran tempo, vuol latte, vuol biade per cibarsi, vino per dissetarsi, lana per vestirsi, vuole uova ec. ec. Ecco seminagioni, vigne, pecore, capre, galline, buoi per arare ec., vacche per partorirli e per latte ec. Ma il capro nuoce, anzi distrugge la vigna; cosí fanno i buoi ed alla vigna e ad ogni albero da frutto se vi si lasciano appressare; le greggi e gli armenti e il