Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2364

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[p. 195 modifica] o nel sentimento, qualche poco di passione, sono stati tutti malinconici nelle loro poesie (Alfieri, Foscolo ec.). Il Parini tende anch’esso nella malinconia, specialmente nelle odi, ma anche nel Giorno, per ischerzoso che paia. Il Parini però non aveva bastante forza di passione e sentimento, per esser vero poeta. E generalmente non è che la pura debolezza del sentimento, la scarsezza della forza poetica dell’animo, che può permettere ai nostri poeti italiani d’oggidí (ed anche degli altri secoli, e anche d’ogni altra nazione), a quei medesimi che piú si distinguono, e che per certi meriti di stile o di stiracchiata immaginazione son tenuti poeti, l’essere allegri in poesia ed anche inclinarli e sforzarli a preferir l’allegro al malinconico. Ciò che dico della poesia dico proporzionatamente delle altre parti della bella letteratura. Dovunque non regna il malinconico nella letteratura moderna, la sola debolezza n’é causa (27 gennaio 1822).


*    È proprio della nostra lingua, della francese, della [p. 196 modifica]spagnuola il far servire la preposizione senza col suo caso, come per aggettivo, per esempio, dicendo luogo senz’acqua, vento senza umidità, casa senza luce ec., cioè priva di ec.