Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2524

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[p. 289 modifica] che il mondo e la vita per esso lui debbano esser composte d’eccezioni di regola, cioè la vita di felicità e di piaceri, il mondo di virtú, di sentimenti, d’entusiasmo; ma piú veramente egli si persuade, se non altro, implicitamente e senza confessarlo pure a se stesso, che quel che gli è detto e predicato, cioè l’infelicità, le disgrazie della vita, della virtú, della sensibilità, i vizi, la scelleraggine, la freddezza, l’egoismo degli uomini, la loro noncuranza degli altri, l’odio e invidia de’ pregi e virtú altrui, disprezzo delle passioni grandi e de’ sentimenti vivi, nobili, teneri ec. sieno tutte eccezioni, [p. 290 modifica]eccezionie casi e la regola sia tutto l’opposto, cioè quell’idea ch’egli si forma della vita e degli uomini naturalmente e indipendentemente dall’istruzione, quella che forma il suo proprio carattere ed è l’oggetto delle sue inclinazioni e desiderii e speranze, l’opera e il pascolo della sua immaginazione (29 giugno, dí di San Pietro, 1822).