Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2829

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[p. 20 modifica] (che già non si conosceva), il mutato e corrotto gusto non lasciava né poteva lasciar di stendersi anche all’armonia. Onde quell’armonia antica non sarebbe piaciuta, senza cadenze, senza strepito, senza ritornelli, senza eco, senza rimbombo, senza sfacciataggine di ritmo, dolcemente e accortamente variata ec. Tutte le contrarie qualità piacevano e si celebravano a quei tempi. Leggansi le orazioni o declamazioni o proginnasmi ec. e l’epistole stesse de’ sofisti Libanio, Imerio, Coricio ec. Questo ancora gli obbligava a dare alle parole un giro diverso dall’antico. Di piú, quando anche non fosse mancata loro la volontà, sarebbe mancata l’arte che infinita si richiede alla retta economia ed uso de’ numeri. Quindi essi sono sempre insolentemente monotoni ec. (27 giugno 1823).


*    Ho detto altrove che il greco moderno è senza paragone piú simile al greco antico che non l’italiano al latino. Fra le altre moltissime particolarità basti osservare che una delle cose che massimamente distinguono le lingue moderne dalle antiche, e fra queste l’italiana, spagnuola ec. dalla latina, si è che le moderne mancano dei casi de’ nomi; il che