Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2941

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[p. 90 modifica] alla mente stessa dei saggi in un abito lavorato dall’immaginazione, e in gran parte erano trovate da questa anzi che dalla ragione, anzi avevano eziandio gran parte d’immaginario, specialmente riguardo alle cagioni ec., benché di buona fede creduto dai sapienti che le concepivano o annunziavano. E inoltre per propria inclinazione e per secondar quella degli uditori, cioè de’ popoli a cui parlavano, i saggi si servivano della poesia e della [p. 91 modifica]favola per annunziar le verità, benché niuna intenzione avessero di renderle méconnaissables (11 luglio 1823).


*    Il principal difetto della ragione non è, come si dice, di essere impotente. In verità ella può moltissimo, e basta per accertarsene il paragonare l’animo e l’intelletto di un gran filosofo con quello di un selvaggio o di un fanciullo, o di questo medesimo filosofo avanti il suo primo uso della ragione: e cosí il paragonare il mondo civile presente sí materiale che morale, col mondo selvaggio presente, e piú col primitivo. Che cosa non può la ragione umana nella speculazione? Non penetra ella fino all’essenza delle cose che esistono, ed anche di se medesima? non ascende fino al trono di Dio, e non